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Perché calibrare e profilare il monitor è fondamentale per ogni fotografo.

20-01-2026 15:57

Nicola Chinellato

Calibrazione del monitor con sonda

La calibrazione e la profilatura del monitor sono passaggi fondamentali per chi lavora con la fotografia digitale. Ne parliamo in questo articolo.

Calibrazione e profilatura del monitor: la base del flusso di lavoro fotografico.

 

Per la fotografia moderna, il monitor è l’equivalente della camera oscura di un tempo. E' il luogo in cui l’immagine prende forma. Senza una corretta calibrazione e profilatura, ogni decisione su colori, contrasto e luminosità, risulta inaffidabile. Il risultato è semplice quanto frustrante: fotografie che appaiono perfette sullo schermo e completamente diverse in stampa o su altri dispositivi.

La calibrazione del monitor serve a “riportare il display ad uno standard conosciuto”. Con il passare del tempo, tutti i monitor tendono a mutare; cambiano luminosità, punto di bianco e resa cromatica. Anche due monitor identici, appena usciti dalla fabbrica, possono mostrare la stessa immagine in modo differente. Calibrare significa correggere questi scostamenti ed impostare valori precisi e controllati, come la temperatura colore, la luminanza, il contrasto e il gamma.

La profilatura è il passo successivo e complementare. Una volta calibrato, il monitor viene “riscritto” tramite un profilo colore, generalmente ICC, che indica al sistema operativo come quel monitor deve riprodurre i colori. In questo modo siamo abbastanza sicuri che traduca i dati del file in maniera corretta e quello che si vede a schermo risulti il più fedele possibile all’immagine reale.

Perché tutto questo è cruciale nella fotografia? Prima di tutto per la coerenza. Un fotografo che lavora senza un monitor calibrato rischia di “compensare” errori inesistenti: schiarire immagini che in realtà sono corrette, scaldare colori già neutri o desaturare fotografie che non ne avrebbero bisogno. Ogni intervento diventa un tentativo alla cieca. Con un monitor calibrato, invece, le scelte sono intenzionali e sensate.

La calibrazione è fondamentale anche per la stampa. Molti problemi attribuiti ai laboratori di stampa nascono in realtà da monitor troppo luminosi o con colori falsati. Se lo schermo è eccessivamente brillante, si tenderà a scurire le immagini, ottenendo stampe cupe e chiuse. Un monitor calibrato a una luminanza adeguata permette di prevedere con molta più precisione il risultato finale su carta.

Un altro aspetto spesso sottovalutato è il lavoro su più dispositivi. Un fotografo che utilizza un portatile in viaggio ed un monitor esterno in studio ha bisogno di coerenza visiva. Senza calibrazione, passare da uno schermo all’altro significa rieditare le stesse immagini più volte, con una perdita enorme di tempo ed affidabilità.

Dal punto di vista pratico, la calibrazione andrebbe effettuata con uno strumento hardware dedicato, come un colorimetro o uno spettrofotometro. Le soluzioni “ad occhio” o tramite immagini di riferimento sono insufficienti ed ingannevoli. 

La procedura non è complicata: lo strumento misura come il monitor riproduce una serie di colori noti ed il software crea automaticamente il profilo corretto a compensazione.

È importante anche ripetere la calibrazione nel tempo. Per un uso fotografico serio, una frequenza di una volta al mese è un buon compromesso, soprattutto se il monitor viene usato molte ore al giorno. In ambienti professionali o per lavori destinati alla stampa fine art, può essere utile calibrare anche più spesso.

In conclusione, calibrazione e profilatura del monitor sono una base imprescindibile del flusso di lavoro fotografico. Senza di esse, il rischio è quello di costruire immagini su fondamenta instabili. Con un monitor affidabile, invece, il fotografo lavora con maggiore consapevolezza, riduce gli errori ed ottiene risultati coerenti, prevedibili e professionali.

Due monitor in fase di profilazione

Valori di riferimento per l’uso fotografico

 

Le impostazioni di base consigliate sono:

 

Spazio colore:
Se il tuo lavoro è destinato principalmente al web o ai social in generale, il profilo sRGB è di solito la scelta più sicura. Per la stampa fotografica l’uso di Adobe RGB invece può permettere una gamma cromatica più ampia durante l’editing.

 

Temperatura colore (punto di bianco):
Un valore standard ampiamente utilizzato è 6500K (equivalente alla luce diurna), che rappresenta un buon compromesso per la maggior parte dei lavori fotografici. Se il vostro lavoro prevede invece come risultato finale la stampa, il valore consigliato è 5000K (bianco carta). Una buona soluzione per lavori che verranno pubblicati nel web e magari anche stampati sono i 5500K.

 

Gamma:
Il valore di 2.2 è lo standard per flussi di lavoro di editing e sicuramente il più consigliato. In alcuni casi può aver senso impostare sRGB, ovvero se si lavora  esclusivamente per il web, se l'output finale è solo sRGB e se si deve simulare il comportamento di schermi non calibrati.

 

Luminanza:
Per ambienti di lavoro con luce controllata, una luminanza di 120 cd/m² è da molti considerata un buon riferimento, soprattutto se prevedi di pubblicare le immagini nel tuo sito o nel web in generale. Per lavori finalizzati alla stampa, si consiglia un valore di 80 cd/m² . Questo aiuta ad evitare che lo schermo appaia troppo brillante rispetto alle stampe. Anche qui, come per la temperatura, un buon compromesso per entrambi i casi è 100 cd/m² .

 

Rapporto di contrasto:

Il rapporto di contrasto può essere impostato su nativo oppure su un valore specifico (esempio 1000:1) se il monitor lo consente. In fotografia è quasi sempre consigliabile lasciarlo nativo, evitando forzature che riducono la gamma tonale reale del display.

 

Alcuni software di calibrazione (esempio Calibrite) permettono inoltre di scegliere il tipo di profilo ICC che verrà creato.
Generalmente si lavora con profili ICC versione 2, che garantiscono la massima compatibilità con i software fotografici. Il profilo descrive con precisione come il tuo monitor riproduce i colori, senza limitarne il gamut.

 

Scegliere questi valori consapevolmente, permette di ottenere profili colore utili e coerenti per il tuo flusso di lavoro, con colori più affidabili quando passi da un software di editing alla stampa o alla pubblicazione web.

 

Una corretta calibrazione del monitor è la base per qualsiasi intervento in post-produzione. Senza uno schermo affidabile, anche lo sviluppo RAW più accurato rischia di essere compromesso. Per questo motivo, nei miei corsi di sviluppo RAW il controllo del colore e la coerenza del flusso di lavoro sono sempre il punto di partenza.

 

 

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